No allo Stato ficcanaso: un comitato lancia il referendum contro la nuova legge sul servizio informazioni della Confederazione

Posted by on Oct 16, 2015 in Allgemein @it | No Comments

La nuova legge sul servizio informazioni della Confederazione (LAIn) prevede inasprimenti massicci presso la sicurezza di Stato, aprendo così la porta allo Stato ficcanaso. A una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna, „l’Alleanza contro lo Stato ficcanaso“ ha annunciato il referendum contro questa legge inutile e pericolosa.

Il 25 settembre, il Parlamento ha promulgato la nuova LAIn, espandendo così notevolmente le competenze del servizio svizzero d’informazioni. Senza bisogno di un sospetto, la sicurezza di Stato dovrebbe potere spiare le comunicazioni e la privacy dei cittadini, sorvegliando così le loro vite. A una conferenza stampa, “l’Alleanza contro lo Stato ficcanaso“ ha presentato i motivi per il referendum contro la legge di sorveglianza.

“Al più tardi dalle rivelazioni di Edward Snowden e l’affaire NSA, sappiamo con che estensione i servizi segreti possono, tramite moderni mezzi tecnologici, sorvegliare la sfera privata dei propri cittadini e intervenire nei loro diritti fondamentali” spiega il presidente della GSS Fabian Molina. Proprio per questo motivo dobbiamo porre una cornice legislativa chiara e severa alla sorveglianza statale, cosa che la nuova LSI non fa.

Regula Rytz, Co-Presidente de I Verdi Svizzeri, spiega: “La nuova legge porta al mischiare le competenze delle inchiesta giudiziarie con il servizio informativi e gioca così con principi del nostro Stato di diritto. In uno Stato di diritto le competenze per l’inchiesta e la sorveglianza devono essere in mano ad autorità civili e non ai servizi segreti”.

Per il Consigliere Nazionale socialista Jean Christophe Schwaab è chiaro: “La sorveglianza preventiva è riprovevole, perché corrisponde a una lesione della propria sfera privata senza sospetto fondato. È riconosciuto che ciò significa un notevole intervento nella privacy, già solo per il fatto della presunzione d’innocenza. Di conseguenza è necessario, che ciò venga eseguito solo sulla base di un sospetto fondato per un grave reato e sotto controllo giudiziario, e assolutamente non sulla base di dati finti o assunzioni intuitive, quali la partecipazione a una manifestazione e una barba da hipster poco curata”.

“Il servizio informazioni riceve nuove competenze dalla LAIn, che fino ad ora non erano neppure permessi in Svizzera, o per i quali addirittura si rischiava una procedura d’inchiesta” spiega Viktor Györffy, avvocato e presidente di dirittifondamentali.ch. “La LAIn porterebbe quindi prevedibilmente a pesanti infrazioni nei diritti fondamentali di numerose persone”.

In modo particolare attraverso l’esplorazione dei segnali via cavo, i diritti fondamentali vengono feriti gravemente, come mostrato da Simon Gantenbein di Digitalen Gesellschaft: “Veniamo tutti sorvegliati, e non solo pochi sospetti. L’hanno pure ammesso i sostenitori della legge. La sorveglianza inizia già dalla ricezione e registrazione di informazioni. Per questo motivo l’esplorazione dei segnali via cavo è una forma della sorveglianza di massa indipendente da concreti sospetti e viola in modo eclatante i nostri diritti fondamentali”.

La raccolta firme per il referendum inizia probabilmente il 6 ottobre. Tutti i contributi alla conferenza stampa sono disponibili qui. (francese / tedesco)